500 Lire Argento: Quali Sono le più Coosciute, Valore e Quotazione Attuale

Al giorno d’oggi è sempre più frequente trovare amatori o veri e propri appassionati di monete che, come i cercatori d’oro, si aggirano tra negozi di numismatica e mercatini dell’antiquariato alla ricerca di quelle che possono essere delle vere e proprie rarità in grado di fruttare una discreta somma di denaro. Nel caso specifico delle 500 lire d’argento, la ricerca può essere facilitata dal fatto che si tratta di una moneta messa fuori circolo in anni relativamente vicini ai nostri – si smise di coniarla nel 2001 con l’avvento dell’euro – e, quindi, è ancora possibile trovarne alcune in casa propria o, sicuramente, in quella dei nostri nonni, i quali sono più legati di altri agli oggetti del passato.

Pur essendo una moneta relativamente recente, alcuni esemplari di 500 lire d’argento – come, ad esempio, quelle che presentano errori di conio – possono arrivare a valere anche alcune centinaia di euro, se non migliaia.
Ma vediamo di conoscerle meglio così da poterne valutare anche l’eventuale valore nel caso ne trovassimo una in una vecchia giacca o in fondo ad un cassetto.

STORIA DELLE 500 LIRE D’ARGENTO

Forse in pochi, ormai, si ricordano che prima degli anni sessanta del ‘900 le 500 lire erano coniate sotto forma di banconote di carta e non di monete metalliche. Nella mente della maggiorparte delle persone le 500 lire d’argento sono quelle monete bimetalliche costituite da una parte interna in bronzo e da una parte esterna in argento: in realtà, questa versione fu realizzata in un secondo conio che avvenne tra il 1983 e il 2001, mentre il primo conio – che avvenne tra il 1958 e il 1967 – prevedeva una moneta realizzata interamente in argento.

500 lire Argento
500 lire Argento

Fuori dalle due produzioni principali, vennero poi coniate alcune monete d’argento destinate solo ed esclusivamente ai collezionisti.
Ma vediamo insieme quali sono le 500 lire d’argento più conosciute e qual è il valore di quelle più rare.

QUALI SONO LE 500 LIRE D’ARGENTO PIU’ CONOSCIUTE E QUANTO VALGONO OGGIGIORNO

Nel complesso, vista l’ampia e piuttosto recente diffusione, le 500 lire d’argento non sono particolarmente rare, ma se possiedono determinate caratteristiche – come un preciso anno di conio, lo stato di conservazione, eventuali errori… – possono anche valere una somma alquanto considerevole.

L’esempio più famoso riguarda le cosiddette 500 LIRE D’ARGENTO CON LE VELE AL CONTRARIO. La moneta con impresse le tre caravelle che navigano verso destra fu coniata tra il 1958 e il 1967 ed è abbastanza comune, mentre è molto raro trovare la moneta che presenta le caravelle con le vele al contrario. Questa moneta, cosiddetta di “prova“, è stata coniata solo nell’anno 1957 in 1004 unità, dall’anno successivo le 500 lire d’argento furono coniate con le vele posizionate nel modo corretto.
Vista la sua particolarità e considerato che si tratta di una moneta che non è mai andata in circolazione, la 500 lire d’argento con le caravelle al contrario può arrivare a valere, se in buone condizioni di conservazione, fino a 12.000 euro.

Un’altra moneta dal più che discreto valore è la 500 LIRE D’ARGENTO RAFFIGURANTE DANTE ALIGHIERI realizzata nel 1965 per festeggiare i settecento anni dalla nascita del Sommo Poeta. Ma non tutte le monete con raffigurato Dante hanno lo stesso valore: infatti, la quotazione maggiore – che può arrivare a superare i 4.000 euro – è riservata alla versione di prova di questa moneta che fu prodotta e regalata ai dipendenti della Zecca di Stato. E’ possibile riconoscerla tra le altre perché quella di maggior valore riporta sul verso della moneta la scritta “Prova“.

Vale meno, ma comunque un’apprezzabile cifra, la 500 LIRE D’ARGENTO DEL PRIMO CENTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA – coniata tra il 1961 e il 1063 – raffigurante una donna seduta su un capitello che regge un elmo, mentre sul verso è riprodotta una quadriga: nella versione Fuor di Conio questa moneta può arrivare a valere sugli 80 euro.

Dal 1982 in poi le 500 lire vennero coniate nella versione bimetallica e, vista la loro elevata tiratura, nessun modello specifico può essere definito raro e, quindi, collezionatile o di particolare valore economico.

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