Autorizzazione assegni familiari (ex ANF 43): Come e Quando fare Richiesta

Uno degli aiuti di tipo economico che viene dato alla famiglia del lavoratore dipendente è l’assegno familiare. Dal momento però che la prestazione non è automatica, i lavoratori devono presentare una domanda apposita per potervi accedere e ricevere dal proprio datore di lavoro o eventualmente dall’INPS in qualche caso, gli assegni. Vediamo insieme come e quando fare richiesta dell’autorizzazione agli assegni familiari (ex ANF 43).

A chi spettano gli assegni familiari

Prima di chiarire come richiedere l’autorizzazione agli assegni familiari, è opportuno specificare a chi è rivolto tale aiuto economico. In particolare riguarda le seguenti categorie:

  • Lavoratori dipendenti.
  • Dipendenti agricoli.
  • Lavoratori domestici.
  • Dipendenti iscritti alla “gestione separata” INPS.
  • Pensionati a carico del FLPD “Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti”.
  • Titolari di fondi speciali anche ex ENPALS.
  • Titolari di altre prestazioni previdenziali.

Non sono inclusi invece nella prestazione economica:

  • I piccoli coltivatori per quelle giornate in cui integrano il lavoro dipendente.
  • Coloni, mezzadri, coltivatori diretti e i pensionati delle “gestioni speciali” per i lavoratori autonomi.

Come richiedere gli assegni familiari

Partendo dal presupposto che le regole e gli importi degli ANF sono rimasti immutati, dal 1 aprile 2019 sono però cambiate le procedure per fare richiesta. Nel caso di lavoratori dipendenti del settore privato, questi dovranno compilare il modulo online, autonomamente o eventualmente tramite patronato, reperibile sul sito INPS previa registrazione.

Una volta inoltrata la domanda, tale modello arriverà anche al datore di lavoro che provvederà al pagamento della prestazione in busta paga. La domanda deve essere presentata:

  • Entro il il giorno 30 del mese di giugno o in ogni caso prima che la busta paga di giugno venga elaborata.
  • Entro i termini dell’elaborazione della prima busta paga per le nuove assunzioni.

Nel caso non si dovessero rispettare i termini previsti però, non sarà un grosso problema. La domanda potrà essere retroattiva, fino ad un massimo di 5 anni, avendo diritto di conseguenza agli arretrati.

Comunicazione al datore di lavoro

Come anticipato, le modalità per la richiesta degli assegni familiari sono mutate dal 1 aprile 2019. In linea di massima tutti tali cambiamenti sono stati apportati per snellire la parte burocratica dell’aiuto economico. Una volta effettuata la domanda quindi, l’autorizzazione non verrà più recapitata, come avveniva in passato, al domicilio del richiedente (ex ANF 43) tramite posta. L’INPS difatti provvederà direttamente nell’istruzione della pratica di ANF/Dip correlata all’autorizzazione. Di conseguenza, il datore di lavoro riceverà solamente l’importo da erogare. I modelli in questione, ANF/Dip e ANF43, non saranno quindi più ricevuti dal datore.

Nel caso l’INPS dovesse respingere l’autorizzazione, invierà al lavoratore il modello ANF58, cioè una comunicazione con la quale dichiara tale rifiuto. In questa specifica situazione si potrà comunque presentare ricorso all’INPS stessa, al Comitato Provinciale.

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