Borsa Italiana Spread: Come l’andamento della Borsa è influenzato dall’andamento dello Spread BTP Bund

Nello scenario attuale lo spread è diventato sempre più un indicatore del nostro benessere, della nostra quiete, dei nostri risparmi. Lo spread è oggi utilizzato anche come strumento politico, spesso impropriamente per fini elettorali, cavalcando la paura di questo terribile differenziale, sui cittadini italiani. Vedremo ora come, in realtà, lo spread abbia un significato e delle conseguenze sulla borsa diverse rispetto a quelle comunemente diffuse, attraverso una disamina semplice ed oggettiva della tematica in questione.

Cos’è lo spread

La prima domanda che ti sarai fatto è sicuramente in che cosa consiste questo indicatore. Lo spread, nel linguaggio economico, indica semplicemente un differenziale tra il rendimento di due titoli. Per la situazione finanziaria dell’eurozona e in relazione ai Paesi che la compongono, i titoli di riferimento sono quelli tedeschi, in particolare una componente obbligazionaria fondamentale di questi ultimi, ovvero i BUND. Nel nostro caso lo spread indica quindi la differenza che vi è tra il rendimento dei nostri BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) e l’omologo titolo obbligazionario tedesco, ovvero i BUND, a dieci anni. Questi ultimi, come anticipato, sono delle obbligazioni di Stato, che ogni Paese emette per finanziare il proprio debito attraverso il corrispettivo fornito da parte degli investitori.

Significato dello spread sul mercato

Esattamente come quando vai a chiedere un mutuo o un prestito, i soldi devono essere restituiti con un determinato interesse. In questo caso l’investitore riceverà quindi una somma maggiore rispetto al valore attuale al momento d’acquisto dell’obbligazione. Lo spread viene calcolato in maniera elementare come differenza tra il tasso dei nostri BTP e dei BUND tedeschi a dieci anni. Se il tasso sui Buoni italiani è del 5%, mentre quello tedesco è del 2%, lo spread sarà del 3%, ovvero 300.

Questo significa principalmente due cose che potrai facilmente intuire: lo Stato italiano dovrà rimborsare i propri investitori con un importo maggiore rispetto a quanto rimborsano i vicini tedeschi e che le obbligazioni italiane hanno un rischio maggiore rispetto a quello dei BOND.

Effetti sulla borsa italiana

Ti risulterà semplice comprendere che i prenditori si affidano preferibilmente a titoli aventi rischi minori, anche perchè chi investe in questo mercato accantona cifre elevate (e chi non dispone di tali risparmi o si affida ad altri titoli o non influenza minimamente il trend dei BTP).

La borsa misura l’andamento dei titoli italiani, tra i quali ovviamente anche i BTP. Il volume di questi ultimi incide particolarmente nella volatitlità della stessa, ma non solo. La questione principale riguarda la fiducia che il risparmiatore pone nei vari titoli presenti nella borsa di uno Stato. Se un Paese ha uno spread a 600 punti (quota sfiorata dall’Italia nel 2011) l’investitore sarà scoraggiato nell’acquisto non solo delle obbligazioni emesse dallo Stato, ma anche dagli altri titoli presenti in borsa, il cui rischio di insolvenza e/o di liquidità è percepito fortemente più alto. Per capire al meglio questo fenomeno che porta i risparmiatori ad essere scoraggiati nell’investimento in titoli associati ad una borsa con differenziali elevati, bisogna comprendere quali sono i rischi cui va incontro uno Stato caratterizzato da uno spread significativo.

Come già anticipato poc’anzi, lo Stato deve pagare degli interessi al prenditore, rimborsando una somma superiore rispetto a quella precedentemente ricevuta. Così facendo il Governo cercherà delle coperture alternative (solitamente attuando politiche sulla spesa pubblica e/o aumentando imposte, tasse, contributi), al fine di sostenere tali spese. La problematica maggiore deriva dal fatto che un Paese con tassi sui titoli elevati potrebbe far cessare l’acquisto degli stessi da parte degli investitori, portando lo Stato che ha emesso i titoli ad un rischio default, e quindi all’insolvenza. Riassumendo dunque, gli investitori guardano principalmente a tre rischi per la valutazione dei titoli (insolvenza, liquidità e default), che incidono notevolmente sulla volatilità della borsa attraverso la fiducia che viene data conseguentemente a ciò anche alle azioni e obbligazioni che hanno sede in un determinato Paese. Anche questo dimostra quanto i mercati non siano tanto una branca prettamente economico-finanziaria, ma anche comportamentale e psicologica.

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