CIR, Conti individuali di Risparmio: Cosa Sono, Come Funzionano e Quali vantaggi offrono nell’investire in BTP

I CIR (Conti Individuali di Risparmio) rappresentano uno strumento finanziario studiato per soddisfare le esigenze dei piccoli investitori, allo scopo di concentrare maggiormente il collocamento delle risorse dei risparmiatori italiani sui titoli governativi, rilanciando il settore delle infrastrutture. Il progetto CIR è stato presentato in bozza solo recentemente al Mef, il quale sta lavorando alla sua stesura finale. Vediamone, nello specifico, le caratteristiche principali.

I Conti Individuali di Risparmio hanno la peculiarità di esser stati creati per incentivare l’investimento in titoli di Stato ad opera dei ‘piccoli risparmiatori’, veicolando così risorse verso Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) e bond governativi, a differenza dei precedenti Piani di Risparmio (PIR) che puntavano sul reindirizzamento degli investimenti verso le piccole e medie imprese. I CIR dunque potrebbero essere introdotti nell’imminente legge di bilancio, la quale verrà approvata questo autunno 2018, tuttavia i dettagli prettamente tecnici non sono ancora reperibili, di conseguenza le informazioni a te fornite in sede presente potrebbero mutare lievemente in fase di applicazione pratica delle procedure fiscali.

Nella fattispecie, i CIR rappresentano conti nei quali fare affluire gli investimenti degli Italiani in forma di Titoli di Stato emessi dal 2019. Tali conti si rivolgono esclusivamente a persone fisiche che abbiano residenza nel Paese, le quali potranno beneficiare di una completa esenzione fiscale (le aziende saranno escluse da tale manovra, così come altre persone giuridiche).

Come funzionano i CIR

È possibile inglobare nei CIR tutti quei Titoli di Stato erogati a partire dall’anno venturo: le obbligazioni non varranno come metodo di garanzia e dovranno essere detenute fino al loro termine di scadenza; non sarà permesso eseguire delle vendite allo scoperto (SHORT) in Titoli di Stato ma si sta valutando se far rientrare nei CIR in misura minoritaria dal 5% al 10% anche azioni oppure obbligazioni societarie; all’iniziale stima di investimento annuo, che si aggirava in una fascia di prezzo tra i 30 e i 900 mila euro, si è ipotizzata una limitazione ad personam, quanto meno iniziale, alla cifra di 3000 € all’anno (per un totale di 15 miliardi di euro in CIR).

Gli intermediari bancari dovranno attenersi a dei limiti di prezzo per i Conti Individuali di Risparmio e ricevere l’abilitazione da organi come Consob e Banca d’Italia. Il costo dei CIR sarà dato principalmente dall’entità delle spese amministrative di consulenza e gestione, che ammonteranno ad un valore massimo dello 0.15% sul totale investito.

I vantaggi offerti dai CIR

Tra i benefici fiscali dei Conti Individuali di Risparmio ci sarà l’esenzione dal sistema di tassazione delle rendite di interessi cedolari e plusvalenze, che per i Titoli di Stato ammonta al 12.5% (26% per titoli azionari, bond societari ed Exchange Traded Funds). In questo nuovo progetto, il credito d’imposta rientra ad un livello del 3.5%. La peculiarità dei CIR dalla quale potrai trarre più benefici è forse l’impignorabilità degli stessi, che ti permetterà di proteggere i risparmi dai creditori. Nella bozza compare anche un accenno alla possibilità di sostentare i CIR tramite bonus versati ad opera del datore di lavoro (come anche il Trattamento di Fine Rapporto), che riceverà uno sgravo fiscale maggiorato al 40%. In ultimo, non si applicheranno ai Conti Individuali di Risparmio le imposte di donazione e successione ed i conti stessi potranno essere intestati a minori.

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.