IMMIGRAZIONE E PRESENZA STRANIERA IN ITALIA, 1B2009-2010 2BRapporto Sopemi Italia 2010

In Italia esistono due fonti che rilevano la presenza degli stranieri: il
Ministero dell’Interno, che pubblica i dati relativi al numero degli stranieri
in possesso di regolare permesso di soggiorno; e i Comuni che, attraverso
le Anagrafi comunali, pubblicano i dati relativi agli stranieri residenti.

Nel testo sono stati considerati i dati relativi ai residenti. in quanto sono più
completi, perché comprendono anche gli stranieri neocomunitari, che non
hanno il permesso di soggiorno ma devono obbligatoriamente iscriversi
all’anagrafe se decidono di soggiornare in Italia per un periodo superiore ai
tre mesi; e i minori, che nella maggior parte dei casi non possiedono un
proprio permesso di soggiorno, ma sono iscritti su quello dei propri
genitori; sono più aggiornati (si riferiscono al 31 dicembre 2009) e perché
fotografano la componente più stabile dell’immigrazione, ovvero quella che
ha preso la residenza nel nostro paese.


Nonostante siano da preferirsi, anche i dati sui residenti presentano delle
lacune, in quanto:
– non sempre le anagrafi registrano tempestivamente i dati sui nuovi
iscritti e sui cancellati;
– alcuni stranieri che hanno il permesso di soggiorno non prendono la
residenza o non possono averla perché non possiedono i requisiti
reddituali e abitativi previsti dalla normativa;
– non comprendono gli irregolari.
La popolazione con cittadinanza straniera iscritta alle anagrafi comunali al
31 dicembre 2009 risulta composta di 4.235.059 individui (2.063.407 maschi
e 2.171.652 femmine); con una crescita, negli ultimi due anni, del 23,4% (nel
2007 gli stranieri residenti erano 3.432.651) (tab. 1).
Nell’ultimo anno gli stranieri crescono di 343.764 unità (+8,8 %), arrivando
a rappresentare il 7,0% della popolazione italiana.
Le donne straniere ormai da qualche anno sono più numerose degli uomini
e nel 2009 rappresentano il 51,3% del totale degli immigrati, facendo
registrare una crescita negli ultimi due anni decisamente più sensibile di
quella degli uomini (+25,5%, a fronte del +21,1% della componente
maschile).
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I minori sono 932.675, e rappresentano il 21,6% degli stranieri e il 9,1% del
totale dei minori, con una crescita del 21,6% negli ultimi due anni, che
risulta meno consistente rispetto a quella degli adulti.
Il bilancio demografico, desumibile dalle anagrafi comunali, fotografa i
movimenti degli iscritti e dei cancellati nel corso del 2009. Il saldo di
343.764 nuovi residenti è dato dalla differenza tra i 728.478 nuovi iscritti e i
384.714 cancellati.
La composizione degli iscritti risulta essere la seguente: 406.725 vengono
dall’estero (con una diminuzione del 21,1% negli ultimi due anni); 226.434
risultano iscritti da altri comuni (+1,2% nei due anni); 77.109 sono nati in
Italia, con un aumento del 20,4% negli ultimi due anni (nel 2007 i nati in
Italia erano 64.049).
Tra i cancellati si segnala una crescita degli stranieri morti nel nostro paese,
ulteriore testimonianza del fenomeno di stabilizzazione in atto.
I 343.764 nuovi iscritti all’anagrafe sono per il 26,6% rumeni (91.286 in v.a.);
seguono, a grande distanza, i marocchini, che sono l’8,1% e gli albanesi, che
sono il 7,4% (tab. 2).
La presenza straniera in Italia è insieme multiforme e polarizzata: se è vero,
infatti, che nel nostro paese sono presenti stranieri appartenenti ad oltre 200
nazionalità, al contempo è da segnalare che oltre il 40% delle presenze è
ascrivibile a tre gruppi: i rumeni, che sono 887.763 e rappresentano il 21,0%
degli stranieri in Italia; gli albanesi, che sono 466.684, e sono l’11%; i
marocchini, che sono 431.529, pari al 10,2% (tab. 3). Seguono i cittadini
provenienti da Cina, Ucraina e Filippine.
Complessivamente, i primi 25 gruppi nazionali contano su 3.640.426.
residenti, pari all’86,0% del totale. Nell’ultimo anno, a fronte di una crescita
media degli stranieri residenti dell’8,8%, si segnala come i rumeni siano
aumentati dell’11,5%, i cinesi del 10,6% e gli ucraini del 13,1%; ma gli
aumenti più sensibili riguardano moldavi (+18,1%) e pakistani (+17,1%).
Se nel complesso le donne straniere hanno ormai raggiunto e superato il
numero degli uomini, l’analisi per singole nazionalità evidenzia come
permangano alcune situazioni dove c’è un forte sbilanciamento tra i sessi:
ad esempio, tra i rumeni le donne sono il 53,9% del totale, tra gli albanesi
scendono al 45,8% e tra i marocchini al 43,2%.
Vi sono poi alcune nazionalità in cui l’immigrazione è declinata al maschile
ed altre in cui lo è al femminile: prevalgono di gran lunga gli uomini tra i
senegalesi (in cui gli uomini sono il 76,7% del totale), gli egiziani (69,3% di
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uomini), i pakistani (66,9% di uomini) e i tunisini (63,8%); sono invece
maggioritarie le donne tra gli ucraini (dove sono il 79,4%), i polacchi
(70,6%), i moldavi (65,7%).
Gli stranieri che si trovano nel nostro paese hanno un’età media
decisamente più bassa rispetto agli italiani, e questo è dovuto al fatto che
l’emigrazione è un fenomeno relativamente recente; che ad emigrare sono
soprattutto gli individui più giovani e che godono di buone condizioni di
salute; e che, una volta giunti in Italia, gli immigrati tendono a formare
famiglie e a generare figli.
A fine 2009 solo il 3,9% dei cittadini stranieri ha più di 60 anni mentre il
22,0% ha meno di 18 anni (tab. 4). L’analisi dell’andamento della
popolazione residente per età negli ultimi cinque anni rivela, però, come tra
gli stranieri la quota di minori rimanga stabile, mentre diminuiscono
percentualmente i giovani e gli adulti, e crescono gli appartenenti alle classi
di età più matura.

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